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Piaghe da decubito

Introduzione

Osservazioni:  
Nella maggior parte dei casi le ulcere da pressione (o da decubito) si formano prevalentemente come conseguenza di una forza compressiva che viene ad essere esercitata su di un tessuto molle situato tra la prominenza ossea e la superficie esterna di appoggio. La persistenza di tale pressione, unita ad altri fattori più o meno predisponenti, provoca una situazione di occlusione dei capillari e di conseguenza un ridotto afflusso di sangue e di sostanze nutritive ai tessuti. Questa riduzione porta ad ischemia, ipossia, acidosi tessutale, edema ed infine a necrosi cellulare, ovvero alla comparsa di un'ulcera da pressione. Le zone più a rischio sono: il sacro, il trocantere, l'ischio ed il tallone e comunque ogni zona che possa essere sottoposta a pressione in relazione alla postura del paziente.

Stadiazione delle ulcere da decubito

Linee Guida EPUAP (Europa, European Pressure Ulcer Advisory Panel)

CLASSIFICAZIONE

Grado 1: iperemia della cute sana che non scompare alla digitopressione. La discromia cutanea, il calore, l'edema e l'indurimento possono essere utilizzati come parametri di valutazione, in particolare in soggetti di carnagione più scura.

Grado 2: lesione cutanea a spessore parziale che interessa l'epidermide, il derma o entrambi. L'ulcera è superficiale e si manifesta clinicamente come un'abrasione o una vescica.

Grado 3: lesione cutanea a spessore totale con degenerazione o necrosi del tessuto sottocutaneo, con possibile estensione sino alle aree sottostanti ma non oltre la fascia.

Grado 4 - degenerazione massiva, necrosi tessutale o danno muscolare, osseo o delle strutture di supporto, con o senza lesione cutanea a tutto spessore.

NPUAP per le ulcere da pressione (America, National Pressure Ulcer Advisory Panel 1998)

Stadio I: iperemia della cute sana che non scompare alla digitopressione: il segnale preannuncia l'ulcerazione della pelle. La discromia cutanea, il calore, l'edema e l'indurimento possono essere utilizzati come parametri di valutazione, in particolare in soggetti di carnagione più scura.

Stadio 2: lesione cutanea a spessore parziale che interessa l'epidermide, il derma o entrambi. L'ulcera è superficiale e si manifesta clinicamente come un'abrasione, una vescica o una leggera cavità.

Stadio 3: lesione cutanea a spessore totale con degenerazione o necrosi del tessuto sottocutaneo, che si può estendere anche in profondità, ma senza coinvolgere la fascia muscolare. L'ulcera si presenta clinicamente come una profonda cavità che può essere o non essere sottominata.

Stadio 4: degenerazione massiva, necrosi tessutale o danno muscolare, osseo o delle strutture di supporto (es. tendine, capsula articolare). La presenza di aree cavitarie e sottominate è associabile alle ulcere pressorie di Stadio 4.

Lesione necrotica:una lesione ricoperta da necrosi non è stadiabile se non dopo debridement, in cartella verrà quindi segnalato solo 'Lesione necrotica'.

Area livida:un'area di cute livida o di color porpora intenso, in corrispondenza di una prominenza ossea, con cute integra, può indicare un danno profondo dei tessuti.

Obiettivo del trattamento: : 
Alleviare la compressionesulle zone ad essa sottoposte così da favorire il ritorno ad una circolazione idonea nelle aree sofferenti (mobilizzazione attiva, passiva, impiego di dispositivi per la prevenzione) Favorire il processo di guarigione della ferita e promuovere la riparazione dello strato tessutale. La medicazione dovrebbe creare una barriera ai batteri, proteggere contro la contaminazione, l'infezione, eventuali insulti esterni e provvedere a garantire un ambiente ottimale per la guarigione della ferita. I criteri per la scelta della medicazione primaria dovrebbero tenere presente alcuni aspetti quali: 

  • le condizioni generali del paziente, con le sue aspettative di vita (qualità e spettanza di vita)
  • la fase evolutiva della lesione
  • la possibile compromissione infettiva.

Sarà altresì utile:

  • minimizzare il rischio di traumi meccanici alla cute perilesionale pur garantendo una buona adesione della medicazione alla cute ed alla ferita, nel rispetto dei tessuti neoformati
  • garantire una facile applicazione ed una parimenti rimozione.

FASI DEL TRATTAMENTO

  1. Pulire la ferita con soluzione fisiologica o altre soluzioni detergenti disponibili(Remove*o Skin Prep*). Verificare la necessità di eseguire una disinfezione.
  2. Procedere nel trattamento tenendo conto dei principi espressi dalla wound bed preparation, scegliendo obiettivi e modalità operative in funzione dello specifico tipo di ferita (es. essudante, infetta, cavitaria o necrotica).
  3. Selezionare la medicazione adatta (Allevyn*) a seconda dei livelli di essudato, della profondità della ferita e dell'obiettivo assistenziale. Prima dell'applicazione assicurarsi che la cute perilesionale sia ben pulita, asciutta e protetta.
  4. Cambiare la medicazione con una cadenza che varia con il variare delle condizioni della lesione stessa e degli obiettivi di cura.

Risorse

Per ulteriori informazioni è possibile scaricare le risorse sotto elencate in formato PDF. Se desiderate ricevere la visita del nostro informatore di zona, selezionate l'apposito link sulla sinistra.

 

No. Descrizione Dimensione Download

 1

Protocollo di trattamento delle lesioni da pressione in base allo stadio ed alla condizione clinica   97,5k  Download

 2

Studi clinici su Intrasite*  (inglese)

 913k  Download

 3

Protocollo di medicazione per lesioni da pressione e del piede diabetico ESSUDANTI ED INFETTE  140k  Download